POESIE
Amore
L’amore non ha mani né pelle né sesso.
L’amore ha ali.
Vorrei però che tu fossi il mio cuore,i miei occhi, la mia testa, le mie mani.
Almeno un attimo lo vorrei.
Federica 1985
Amore
Scuotimi nell’intimo
calpesta la mia noia
così che io possa non rimaner tranquilla portami sofferenza e gioia strappami la vita così che io possa desiderarla.
Federica 1985
Riflessioni arrabbiate
Se non volete lavarvi e preferite puzzare
Non pretendete che gli altri vi stiano accanto senza provare disgusto e non vi stupite anzi se gradiscono starvi lontano.
Anche perché, capite
Il rischio è la tendenza ad assuefarsi
E questo non lo voglio.
Federica 1985
Impotenza
Amori maldisposti
odi inespressi
come parole mute
grida mute
come luce per un cieco
musica per un sordo.
Cercare di accettare è come
voler correre senza gambe
volare senza ali.
E a respirare in fondo al mare affoghi.
Federica 1985
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Amore non corrisposto
Ho baciato te su cento bocche e modi.
Mi sono innamorata di te su cento volti e ho giocato con i tuoi occhi
ogni volta diversi.
Le tue parole hanno avuto e avranno mille toni e cento lingue e io le ho ascoltate e ascolto con il cuore aperto.
Sono triste per te che non puoi conoscere il mio amore, non gusterai i miei baci e le mie carezze e non sarai compreso mai così bene.
E questo, lo dico, perché l’amore non ha un luogo ed un possesso ma può viaggiare ovunque.
L’amore se ce l’hai lo devi dare e quello mio per te, l’hanno e l’avranno Altri.
Perché ti ho trovato in cento amori e ti ho avuto in altri cento modi.
Federica 1986
Come una bambina
Nel suo mondo di piccole meraviglie complicate
Come per riempire una vita di complicazioni
Non sempre meravigliose.
Federica 1989

LA GUERRA

Tristezza a Milano
Forse è questo grigio
Grigio chiaro
di una luminosità strana
piena di bianco
con una punta di azzurro sporcato
una luminosità piena di tristezza, fredda,
paurosamente assorbente.
E tutto sembra diventare grigio
grigio muri
grigio pietre
grigio strade
grigio marmo
grigio vetro
grigio fumo.
Un grigio freddo e assorbente.
E grigia
Ti senti
muro
pietra
strada
marmo
vetro
fumo.
Sino a diventare
cielo
grigio
assorbente
pieno di tristezza
che vorrebbe piovere.
Federica 1990
Polvere blu di Prussia
Nell’infinito tuo mi perdo di velluto
Nel misterioso nulla scivolo senza angoscia
Inebriante fascino mi culla
Tuo è il colore di ciò che non si immagina
Di ciò che non si può supporre.
Federica 1990

Quale verità
Perché non entrare nel mio cuore e vedere così da dentro qual è la verità?
Cercarla tra un battito e l’altro, ascoltarne il dolore.
Vorrei averne una da poterti dare, così, come si prende una camicia in un armadio, magari bianca, pulita, poter cambiare quella vecchia di cui si è stanchi.
Ma il mio armadio è pieno di confusione, pieno di disordine, pieno di camicie ed io non so quale prendere.
E’ difficile sceglierne una e capire se si abbina al resto.
Ecco, sarebbe più facile se fossi tu a decidere e guardandomi mi dicessi:
“Questa ti sta meglio.”
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Federica 1991
Saltimbanco
Saltimbanco di sedie rotte
nel centro un vicolo buio
bianco
giallo
rosso
verde
blu
blub
blub
giallo
allora?
Vai vai vedrai

Federica 1996
Al mio mio bene
Al mio male
Vorrei passare con te del silenzio e una lacrima buia.
Vorrei che la farina del mio sacco diventasse pane per i piccioni.
Vorrei essere triste e cupa ma leggermente.
La mia voce mi piacerebbe farla uscire sottile dal cuore
e con un soffio non dire nulla.
Bello ridere, ridere, ridere tanto.
Ora però sono qui sola, ho acceso la luce e scrivo.
E piangere?
Sono qui e scrivo perché pensavo.
Quanti momenti intensi, forti, carichi, dolorosi, atroci, assurdi.
Ho già vissuto tanto?
Perché ridere così tanto.
Perché ho pianto così poco.
Forse perché il pianto non è paura.
Federica 1999
ODORE DI VERNICE.
Ho le narici intrise di odore di vernice.
Le mani verde mela.
Stanca ma felice.
Dipingere è un mestiere faticoso da tutti i punti di vista.
Fisico, psicologico e mentale.
Quando poi il quadro è grande si mette in gioco tutto il corpo.
E la mente vigila tesa a non sbagliare.
La mano deve essere ferma e non tremare.
Tutto si attua per ricercare l' equilibrio.
La bellezza.
Almeno io.
L' artista cambia a seconda del periodo.
Adesso io ho bisogno di fare cerchi e lune....pianeti.
Piogge.
Buchi.
Chissà un domani.
Ho le narici intrise di odore di vernice.
Federica
LE MIE MANI.
Le mie mani sembra non seguano più la mia mente.
Ho paura.
Forse è finita la mia ispirazione.
O peggio è finito il mio operare.
Le mie mani sembra che non mi seguano più.
Ho paura.
Paura di non essere.
Di cadere nell' oblio.
Le mie mani.
Federica 2020

LE MIE LABBRA.
Le mie labbra sono socchiuse.
Accennano però un lieve sorriso.
Sussurrano all'orecchio di chi vuole ascoltare.
Mi sento come se fossi un po' più leggera.
Le mie labbra mi dicono di essere lieve.
Vorrei con un soffio di vento volare.
Ecco adesso sto per parlare.
La mia voce è lenta e veloce.
Amore vuole dire.
Le mie labbra sono socchiuse.
Federica 2020
IL MIO CUORE.
Il mio cuore è stanco.
Ha battuto troppo forte.
Troppo veloce.
Il mio cuore si è spezzato un giorno.
Forse perché dovevo morire.
Ma sono ancora qui.
Vivo e amo malgrado il mio cuore delicato.
In questo momento batte lento e lento è anche il mio respiro.
Il mio cuore mi dice di scrivere ancora.
La mia speranza è di continuare ad esistere.
Esistere per continuare.
Il mio cuore ora sembra non battere più.
Sta in silenzio.
Aspetta segnali.
Aspetta i suoi cari.
Il mio cuore è colmo.
Troppo colmo.
Cola da ogni parte e non riesce a riempire quel che volevo.
Il mio cuore.
Federica 2020
IL MIO CERVELLO.
La mia anima sta nel mio cervello.
Si diceva che ero intelligente.
Si diceva che ero creativa.
Ma il mio cervello ha scelto la follia.
Se la è cercata.
Io però lo curo.
Lo curo da lunghi anni.
La mia anima sta nel mio cervello.
Io penso molto.
Ho tanto tanto tempo.
Un nulla da affrontare.
Un mare e le sue onde.
Il mio cervello è veloce.
A volte spento.
Sogno.
Veglio.
Gioco.
Temo.
Temo il mio cervello.
Temo le sue tempeste.
La mia anima sta nel mio cervello
Federica 2020
I MIEI OCCHI.
Guardo i miei occhi e vedo l'età che avanza.
I miei occhi sono verdi.
Sono un po' stanchi ma forse ancora belli.
Non mi guardo molto allo specchio ma solo per svogliatezza.
I miei occhi sono uno strumento.
Vibrano.
Nella vita i miei occhi mi hanno dato tanto.
Hanno riso.
Hanno pianto.
Hanno brillato.
Si sono chiusi.
Poi aperti.
I miei occhi sono verdi.
Senza i miei occhi non avrei mai potuto creare.
Guardare oltre.
I miei occhi sono verdi.
Federica 2020
I MIEI POLMONI.
Respiro e poi respiro.
Quando sono quieta i miei polmoni quasi si fermano.
Lentamente accompagnano le mie meditazioni.
Quando ho paura i miei I miei polmoni ansimano.
Anche quando amo i miei polmoni ansimano.
E il coraggio che è figlio della paura riempie i miei polmoni.
Respiro e poi respiro.
Federica 2020
PERCHÉ I GATTI.
Ho bisogno della magia dei gatti,
del loro esoterismo,
della loro sacralità, del misticismo.
Sono animali divinizzati o demonizzati,
perseguitati.
Sono il bene e il male.
Sono il femminile.
La maternità.
Stimolano il pensiero.
Sono puliti sempre.
Sono belli.
Eleganti.
Agili.
Amano la notte, vedono di notte.
Cacciano di notte.
Sono sfuggenti
ma se vogliono essere coccolati,
sono suadenti e insistenti.
Non si fanno dominare,
sono indipendenti ma territoriali.
I gatti sono fuori dal mondo.
È misterioso anche questo loro ronfare,
rilassante, ipnotico.
Non stancano,
hanno bisogno di poche cure......
Loro....Curano.....Guariscono
Sorprendono e mi proteggono
dalle energie negative, con i loro poteri......
I miei.
Federica
SENZA TITOLO.
Voglia, voglio di dipingere.
Voglia, voglio di scrivere.
Estraggo, astraggo e uso.
Colori, forme e materia.
Entro dentro, esco fuori dallo spazio.
Grande.
Godimento e amore in ogni gesto.
Gestualità, gestuale.
Ora sto fremendo, voglio ricominciare a lavorare.
Velocemente, fremente.
Ardente.
È la mia vita è il mio cuore.
Artista io
Federica 2022

La vita ci prova, ci consuma.
Io voglio credere che accada qualcosa di bello.
Ma il bello per adesso non paga.
Stanca di aspettare inerte lo scorrere degli eventi....eventi altrove da me.
Vorrei piangere o infuriarmi.
Adesso è il momento di ricordare.
È il momento di gridare forte.
Soffocati dal destino.
Tutto sembra inesorabilmente impossibile....
Io ero bambina precoce.
Ora sono donna bambina.
Ho paura.
Ma il coraggio nasce dalla paura.
Ci svegliamo e crediamo alla vita...ci addormentiamo sognando.
La vita ci prova, ci consuma
Federica 2022
Solo lo scorrere veloce di un impulso, ostinato, ispirato.
È solo sfogo di un impellente emozione che si ha dentro.
Le parole si legano da sole.
E tutto sembra facile....liberatorio.
Vorrei che fosse sempre così....
Ma l' importante è anche la sfida del foglio bianco.
Come quando cominci un quadro.
Non tutto viene da solo ma l' importante è continuare a scrivere....cercare la parola giusta anche se non sarà istintiva.
È comunque un esercizio nobilitante.
E la penna non si sentirà offesa...
Federica 2022
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Una volta era una canzoncina per bambini....adesso è la realtà.
Chissà chi ha inventato questa canzoncina.
Doveva essere molto lungimirante.
Si il mondo sta cascando...anche la terra casca a pezzi.
E noi tutti siamo giù per terra....in tutti i sensi.
Bisogna trovare le parole per un' altra canzoncina.
Ma io mi sento muta e sorda.
Un grido solitario si innalza.
Federica 2022

Quale vuoto mi tormenta.
Io ho bisogno di trovare un momento di pace dall' inquietudine,
Che mi attraversa ogni giorno.
Io ho fatto delle mie fragilità un punto di forza,
mi sento persa....
Quale vuoto divora lo scorrere delle ore.
Io credo che sia solo una mancanza di educazione sentimentale....non mia.
Trovare e non cercare...
Amore.
Ma alla mia età non è impresa facile.
Quale vuoto da colmare.
Quale vuoto mi tormenta.
Ho bisogno di trovare un momento di pace dall' inquietudine.
Vuoto e solitudine.
Hanno ucciso gli artisti...
Tutto è vano....
La solitudine è totale in questo mondo ormai artificiale e artificioso.
Quale vuoto da colmare.
Quale vuoto mi tormenta.
Non basta il coraggio....
Non basta l' amore per i propri cari.
Mi hanno strappato l' identità, bruciato il desiderio.
Quale vuoto da colmare.
Quale vuoto mi tormenta.
Questo mondo non è più bello.
E io sono un' esteta.
Federica 2022
dei poeti mi commuove e mi fa riflettere...
L' intelligenza speciale, non banale mi fa sperare.
L' educazione sentimentale, cosa ancor più rara
mi da calore al cuore anche se sono sola chiusa in una stanza.
Anche se uso bene le mie mani, il mio corpo, i miei occhi,
il mio cuore e creo da tempi immemori.
Il senso pratico non sarà poi un ostacolo
così grande con tutte queste doti!
Federica 2022
Piango e mi dispero
Il mio cuore palpita ed è gonfio da scoppiare.
Due anime che si uniscono
Due corpi...due menti
Mi manca da morire
L' amore che tutto rende sana follia
Adesso è troppo tempo senza
Tutte le mie lacrime sono disperse in un oceano
Troppo tempo senza
Ed il tempo continua a passare inesorabilmente.
Federica 2022
Emozioni che ti aprono il cuore.
Come innamoramento.
Esperienze indimenticabili.
Empatia.
Musica e canto....pittura...arte contemporanea.
Emozioni che ti aprono il cuore.
Non mi sento più sola
Ma parte di un mondo unico e speciale.
Corrispondenza di energie...felice.
Federica 2023
Ho una tela vuota che mi aspetta a studio da quasi un mese...
Vorrei riempirla con le mie emozioni.
Forme, memorie, colori.
Ma adesso il mio cuore è troppo calmo e anche silenzioso.
Non è pronto.
Lo studio è sotto casa.
Ma io non riesco ad andare e dipingere...silenzio.....forse paura.
Paura del salto nel vuoto del nuovo.
Del diverso che arriva sempre dopo il passaggio del tempo.
Non più cerchi e lune?
È un mistero della tela vuota.....
Federica 2023
Guardare fuori dalla finestra e ammirare il sole, un cielo terso come solo Roma sa dare.
La solitudine di un giorno di primavera.
Prendere un taxi e andare al circolo di tennis di quando ero ragazza...pranzare e scappare via a casa.
La solitudine di un giorno di primavera.
Non trovare nessuno disponibile a condividere una così bella opportunità di stare fuori all' aria aperta.
La solitudine di una giornata di primavera.
Vorrei poter volare come una rondine da mia mamma che è in clinica operata all' anca.
Far pace con mio padre che non mi vuole più sentire.
La solitudine di una giornata di primavera.
Anche i miei fratelli e le mie amiche sono impegnati....
Immobile aspetto che accada qualcosa.
Intanto dalla finestra sbircio in solitudine una giornata di primavera.
Federica 2023
Anzi velocemente escono parole.
Azzeccate, puntuali, precise, acute.
Oggi non ceno e vado a dormire tardi.
Mi sento bella. Mi sento forte.
Ad un punto di giro di boa. Io posso tutto.
Basta ricordare chi ero o meglio chi sono.
Non è una crisi maniacale. È solo che sono felice.
Oggi sono andata a trovare il mio migliore amico e abbiamo parlato di tante cose.
Ci amiamo anche se lui è Gay. È un uomo speciale. Unico.
E ora vorrei parlare più che scrivere.
Purtroppo la scrittura non è eguagliabile alla parola in quanto a velocità.
Spero che mi chiami Alessandro o mio padre per accellerare.
Federica 2023
Federica 2023
Federica 2023
Federica 2023
Ora credo nella Pet Terapy. Soprattutto dopo il mio incontro del terzo tipo con Ernesto. Lui è un gattino Sfynix occhi verdi nero che pesa cinquecentoventi grammi. È un microbo. Ma verissimo in questo caso il detto " in botte piccola c'è vino buono. " Non avevo mai incontrato un esserino dotato di tanta intelligenza, empatia, dolcezza e simbiosi. Il mio rapporto con lui è stato molto conflittuale. Questo perché è altrettanto vero il detto " La libertà non ha prezzo ". Ernesto mi ha messo alla prova a tutti i livelli. Pazienza, dedizione e maternità. Queste sono alcune delle prove alle quali Ernesto mi ha messo davanti. Mi ha fatto sentire incastrata, schiava. Ma malgrado tutto Ernesto è un amuleto, un Elfo uscito da un mondo magico. Mi ama senza condizioni. È un personaggio irresistibile. E alla fine mi ha conquistato totalmente. E mi ha regalato la mia capacità di curare, lui intanto cura me.
Federica 2023
Prigioniera ma non più della gabbia d' orata.
Qualcuno è entrato e mi ha scosso dall' immobilità,
dalla staticità, dalla solitudine.
Ha trovato la chiave.
Prigioniera della mancanza di ispirazione.
Per un' artista significa essere nel vuoto.
Ma non più prigioniera della follia. È un ricordo lontano.
Vuoto senza paura. Vuoto senza solitudine.
La solitudine è pane per i miei denti.
Non voglio fare nulla.
Sospesa e in attesa.
Il nulla mi tormenta da quando ero una bambina piccolissima.
L' inizio, il dove, il quando.
La consapevolezza che non c'è una risposta.
Cammino senza il sostegno degli Dei.
Le muse sono mute.
Federica 2023
Anche utopisticamente anarchico.
Credo nell' Entropia, nei Frattali, nella Fisica quantistica.
Ma dato che sono anarchica credo anche fortemente nella Madonna.
Una donna nel firmamento degli Dei.
Credo che elargisca doni e miracoli.
Con il mio amico del cuore che è venuto a trovarmi regalandomi la gioia.
Abbiamo parlato tanto.
Lui scrive da Dio ed è bellissimo.
Lui è l'unico amico maschio che ho.
Ci siamo detti che passeremo la vecchiaia insieme.
Non saremo mai soli.
Quando lo vedo risale in me l'ispirazione.
Parliamo male degli uomini, della Politica, crediamo che sia l'era di Satana.
Ma ci siamo detti " chissene frega ".
Siamo due rocce e poi io ho due figli fuori dal comune, speciali.
Gli ho dato tutto il mio bene e tutto il mio male.
Sono ricchi di anima.
Non voglio più muovermi da questa casa.
Ho lo studio sotto e poi sono gli unici miei beni.
Mio padre mi mantiene da tempo immemore.
Ma lui ha due ex mogli, una compagna, otto nipoti e quattro figli.
Dovrò fare in modo di cavartela da sola.
Non ci sono abituata.
Comunque parlando mi sono sciolta e ho pensato che l'unica amica che veramente sa chi sono è Eleonora.
La mia migliore amica.
L' unica che si è sottratta dal condividere la mia follia.
Forse per questo ha salvato la mia immagine originale.
Non ho paura della morte ma farò di tutto nel tempo che mi rimane, per non scomparire nel nulla.
Tutto per lasciare una traccia.
Mi chiamo Maria Federica Giglio.
E non è un caso.
Federica 2023
Per la strada.
Passanti....solo passanti che lasciano dietro di se un odore di indifferenza.
Passanti....solo passanti che spartiscono persino al loro cammino.
La bellezza è un orpello oramai inutile, non ci si gira neanche più. Passanti....solo passanti.
Federica 2024
A testa alta anche nel silenzio.
A testa alta anche nell' isolamento.
Sempre a testa alta malgrado le intemperanze della vita.
Tristezza vai via, dignità e vado avanti. Coraggio.
Perdere la via o se stessi è un attimo, un momento.
Ma a testa alta, con un po di disprezzo, continuo a sperare.
A vivere.
Una vita non vissuta o già vissuta.
Orpelli.
Federica 2024
" Morto un Papa se ne fa un altro ".
"Chiodo schiaccia chiodo".
" A cavallo bastonato luccica il pelo ".
Ora farò come ho detto solo cuori.
Ma saranno tutti cuori soli.
Non so se ho l'energia per metterci dentro tutta la mia fede....ex voto per l' amore.
Anarchica ma fedele sempre.
Io sono sola. Gabbie su gabbie da bruciare.
Io Strega.
Gatti a farmi compagnia.
Brucio su questo rogo.
Federica 2024
La mia mente è lucida, rapida, ricettiva, generosa.
Le parole nascono spontanee.
Come se fossero state lì ad aspettarmi.
Attendere che maturasse il tempo.
So misurare adesso l'eccesso.
So come mi devo comportare.
So accelerare.
Ma velocemente mi arresto...
Solo per tutelare l'autenticità di ciò che sento.
Che dico.
Che voglio.
Credo nell'autodeterminazione, del "bene".
Non amo correre.
Amo dominare il mio mondo dalla mia postazione.
Il mio divano dal quale "non mi alzerò né ora né mai".
Non ci sono cammelli adesso ma è rosso.
Il colore della passione.
Io Musa del dionisiaco eccesso.
Ispiratrice e strumento.
Attiro con il mio canto colori, suoni, immagini di una intensità a me nuova.
Musa del Dionisiaco incanto.
Ecco che l'attesa di segnali trasfigura ispirazione e danza.
Musa io ballo liberamente.
E a me arriva il tuo desiderio, la voce di uno strumento arcaico....
Io Musa intesa e tesa aspetto la tua Dionisiaca aspirazione a me dedita.
Compongo le mie ore, ogni attimo.
Ascolto il silenzio che presagio è già del prossimo suono.
Rumore di fondo.
Prevedo quasi ogni aspettativa.
Che sempre sommessamente disturba la bellezza del silenzio.
E così assecondo la distanza, che mi divide dal compiersi.
Sorpresa sarò dall'imprevisto.....che si cela nel non ancora accaduto.
Non sono una brava ragazza....
Loquace si e anche TIM mi adora.
Vorrei spingere le tue mani abbracciando il tuo nobile silenzio.
Fosse per te la TIM chiuderebbe.
Ma io ho le porte sempre spalancate...in attesa di un tuo cenno.
Sei un essere speciale.
La tua presenza riempie e nutre.
Tu solitario cavallo senza briglie.
Corri veloce e scalpiti di fronte al mio cuore.
Non sono una brava ragazza.
Però so aspettare.
Anche io Aquila in volo, predatrice d'alta quota.
Che cosa ci fa un cavallo con un'aquila?
Forse scambi di vedute lucidamente acute.
Tu sottile ironia.
Io che cerco di sedurti mentre con profonda conoscenza.
Mi doni la tua sincerità con candida purezza.
Forse non puoi dare te stesso a nessuno.
Io invece non posso fare a meno del tuo totale essere.
Mi sei troppo prezioso per chiudere la possibilità di un tuo esserci ancora.
Credo nel bene che hai per me.
Sento il tuo rispetto.
La tua cautela.
Non esiste attimo che non ho colto.
Non c'è silenzio che non abbia ascoltato.
Con la temperanza di un'esistere paziente.
Non ho corso alla ricerca di un "essere per forza".
La ragione è soltanto un arido mostrare muscoli.
Non un femminile sensuale che tesse la sua tela nell'attesa.
Ma io non aspetto Ulisse....il mio viaggio è sempre in solitaria.
Le Sirene sono ammutolite ora.
Io tendo le mie orecchie altrove.
Ascolto e canto io adesso.
Non c'è attimo che non ho colto.
La mia voce, purificata e limpida.
Risuona potente.
Chi non vuole ascoltarla si metta i tappi e vada oltre.
Non ci sono più pali, né corde....non ho bisogno di ancore.
Non più.
Non so velarmi dietro parole vestite di orpelli.
Mi do completamente nuda in pasto a chiunque legga.
Spudoratamente.
Non credo nel pudore che cela l'anima.
Ho necessità di parole che facciano scandalo dei momenti più veri, che parlino a quei pochi che non si fanno spavento di quello che è solo autentico.
Spudorata sì e non ho vergogna...
Ho superato il carma dell'attesa.
Non ho più pazienza e non voglio limiti.
Ho bisogno di comunicazioni dirette.
Di rispondenze rapide.
Capovolgo il mio destino e dico basta.
Adesso è troppo lungo.....adesso è il momento giusto.
Buongiorno a chi vuole essere presente.
Arrivederci a chi non ha bisogno di parlare con me.
Ogni limite ha una pazienza.
Ma con chi ho a che fare.
Che modo è.
Non oso utilizzare in questo momento la parola cara ai poeti.
Trovo che sia abusata.
Soprattutto penso che vada vissuta non parlata e tantomeno scritta.
Anche perché non saprei davvero di cosa stiamo parlando.
E soprattutto cosa succede.
Sicuramente qualcosa che non mi appartiene nelle modalità di comportamento.
Ma che modo è.
Con chi o cosa ho a che fare.
Mondi claustrofobici e chiusi a chiave.
Gabbie che non mi appartengono.
Mi piacerebbe avere una chiave.
Ma non trovo il cassetto.
Non mi importa più di comprendere.
Voglio essere compresa io adesso.
Non ho più gabbie.
Io.
E in ogni caso ho sempre avuto la chiave nel mio cassetto.
Ma che modo è.
Trovo tutto assurdo e crudele.
Ma sinceramente non ho intenzione di leggere tra le righe.
O peggio i quadretti.
Io viaggio su una superficie grande e vuota.
Una tela da dipingere con tanti colori.
Le parole stanno a zero.
Conta solo ciò che si manifesta.
Non più figlio.
Non solo padre.
Dedico a tutti i nonni un pensiero dolce e profondo.
Come dolce e profonda è la vostra capacità di dar
Sono stordita.
Frastornata.
Dilaniata.
Non voglio più nulla.
La morte mi attanaglia.
Ho la percezione di non esistere più.
Non riesco a trovare la forza per fare qualsiasi azione.
Dalla più banale alla più complessa.
Sono stata uccisa.
Niente ha più significato.
Dovrei riuscire almeno a piangere ma il mio pianto è imprigionato in un'anima frantumata.
Talmente frantumata da non essere riparata.
La morte mi scorre nelle vene.
Nel corpo.
Nella testa.
I miei occhi sono senza luce.
Non mi interessa niente.
Mi lascio andare alla deriva.
Come un'imbarcazione naufragata.
Per me è assolutamente inconcepibile la strategia della fuga.
Riguardo a qualsiasi sentimento, che sia d'amore o d'amicizia, anche se riguardasse la famiglia.
Trovo la fuga solamente un atto di profonda viltà.
Vile è colui che non mette LA PAROLA, anche fosse FINE.
Colui che si nasconde dietro il silenzio.
Che non spiega, che non risponde.
Colui che alimenta il dolore, il tormento di un'anima straboccante.
Vile è chi fugge.
Dopo che come un ladro ha ricevuto il patos di un'anima che anela semplicemente ad una corrispondenza.
Vile chi fugge.
Basta DIRE BASTA.
"Chi di speranza vive disperato muore".
Oggi è un buongiorno, si fa per dire.....ma non è il giorno "della speranza che è l'ultima a morire".
Io do il mio buongiorno a chi mi ama.
A chi mi rispetta.
A chi conosce il mio valore.
E non ho più intenzione di morire disperata.
Buongiorno Papà.
Grazie per la buonanotte.
Non so se è stata buona ma almeno è stata silenziosa.
Se ho sognato non ho prestato il mio orecchio, i miei occhi.
Se ho sognato ho rimosso.
Buongiorno.
Penso di non meritare da nessuno di essere MAL TRATTATA.
O comunque non voglio che accada mai più.
Caro papà ti ho detto ieri che vorrei scrivere con gioia e leggerezza.
Ma adesso è ancora prematuro.
Ma buongiorno al domani.
Buonanotte a tutte le notti e buongiorno a tu…
Da ragazza praticavo equitazione, precisamente salto agli ostacoli.
Amavo profondamente i cavalli e mi piaceva tantissimo questo sport.
Amavo anche lo sci ed ero portata per il nuoto.
Per il resto ero totalmente negata.
Ma un brutto giorno mentre stavo saltando un doppio ostacolo, il cavallo non ha preso il giusto slancio.
Si è bloccato sui due bastoni e mi ha disarcionato brutalmente.
Il mio piede destro nella staffa e io trascinata dal cavallo imbizzarrito per interminabili minuti.
Tutto questo sbattendo a terra l'osso sacro.
Avevo troppo dolore per risalire subito in sella e ne è passato di tempo.
Molto.
Ho smesso di praticare salto a ostacoli.
Dopo tanto tempo sono risalita su un cavallo solo per fare una passeggiata di piacere.
Ma non potevo nascondere quello che provavo nel profondo.
Paura..
Semplicemente avevo vissuto un trauma e questo ha creato in me quella diffidenza che l'animale contraccambia, essendo puro istinto.
Mi è capitato e adesso a 58 anni mi sento come allora.
Disarcionata da un cavallo imbizzarrito.
Se anche questa volta non riesco a risalire subito in sella.
In me tornerà la paura e il suo istinto lo sentirà chiaramente.
Non deve accadere come allora.
Sono ammaccata e dolorante come dopo un incontro di pugilato.
E si che sono forte.
Ma il mio avversario è davvero invincibile.
Ho scagliato pugni potenti.
Mi sono difesa.
Ma adesso sono KO.
Atterrata a tappeto.
Bisogna sapere perdere con la sorte, soprattutto quando è avversa.
O più correttamente riconoscere la superiorità del proprio avversario.
E in questo caso la lotta mi ha condotto a riconoscere la mia impotenza.
Ma anche alla conclusione della sofferenza.
Una volta che ti ritrovi sdraiata sul tappeto in sostanza hai finito di prendere pugni e pensi sarà per un altro incontro.
Comunque ho lottato fino alla fine.
Basta adesso.
Curero le ferite.
Mi sono già alzata.
È dura perdere, soprattutto quando sei sanguinante.
Ma la forza è anche duro allenamento.
Sapere incassare i colpi che la vita ci infligge.
Anche ingiustamente?
O c'è una ragione?
La stanchezza vince anche l'assenza.
Assenza eloquente anche se non concede risposte.
Allora basta.
Cerco di tornare a prima di perdere.
Ma non mi interessa se non ho una coppa da mostrare....ho solamente bisogno di riposo, di guarigione e di prepararmi.
Perché la vita riserva e sorprende.
Ci sfida continuamente.
E bisogna essere pronti, anche se il cuore non va nel mio caso d'accordo con la mente.
Non mi interessa vincere ma resistere.
Basta adesso.
Non voglio.
Devo.